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E iniziato quando sono andato a vedere l'arrivo della maratona di Treviso del 2013; vedo arrivare al traguardo i miei amici e compagni di squadra e mi rendo conto che sono dal lato sbagliato della transenna, dovrei essere con loro. La sera stessa m?iscrivo alla 29esima edizione della Venice Marathon, dopo tre anni di assenza dalle maratone.
Inia un periodo di preparazione lungo e intenso che preparo con metodo e analisi, tutto molto meticoloso; aggiungo al programma altri sport per aumentare l'efficacia cardiaca come il nuoto e la BDC; nel periodo di preparazione si forma una squadra di colleghi e soprattutto amici, con cui condividiamo obiettivi e fatiche per molti mesi; anche se con prestazioni diverse l'allenamento fatto con un gruppo porta velocemente a risultati e mi rendo conto che la mia forma fisica migliora e molto in fretta, perdo molto peso e torno a essere resistente e anche veloce.
La notte prima della maratona non dormo molto profondamente, so che e normale e non me ne preoccupo, mi alzo riposato e sereno e so che e lo spirito giusto. Faccio la solita colazione, quella che ho ripetuto da mesi per abituarmi al carico energetico.
Ci incontriamo con altri compagni e si stabilisce subito quel clima di gioco e passione che mi riscalda il cuore, mi sento bene e all'arrivo a villa Pisani troviamo gli altri componenti della squadra, si ricrea il clima da spogliatoio che conosciamo bene; un veloce riscaldamento e si va in griglia.
Purtroppo l'organizzazione ci divide e Andrea e costretto a retrocedere all'ultima griglia, io e Michele rimaniamo assieme. Abramo e nella griglia dei piu veloci e Marco e nella griglia intermedia; sappiamo che questa divisione ci impedira di correre tutti assieme ma siamo pronti, non sara un problema.
Inno nazionale, mani alzate, elicottero, adrenalina, VIAAA!!!! Cosa devo fare non e una novita, l'ho fatto altre volte e devo stare calmo!! I primi kilometri sono importanti per capire come sara la gara, sento subito che sto bene e mi rassereno, devo controllare il ritmo e non posso sprecare nulla in partenza, in questa fase si ha voglia e forza di andare ma queste energie mi serviranno piu avanti, sul ponte della liberta.
Cerco il mio passo di confort e dopo due km lo trovo, il cuore si stabilizza a 155 battiti e il passo e di @4.50; posso tenerlo, devo tenerlo per tutto il tempo necessario, per altri 40km.
Il mio programma prevede di eseguire dei controlli periodici ogni 5km per capire come mi sento e fare un rifornimento di energia, non desidero picchi di glicogeno ai rifornimenti, anche questo deve essere all'ordine della costanza.
La musica mi rende sereno, tranquillo, mi posso godere la splendida giornata di sole, un bel sole, un bagno di folla che ti avvolge, il vento arriva a tratti e mi infastidisce ma non mi deve preoccupare.
Arrivato a Mira i pacer delle 3 ore e 30 mi raggiungono e non e corretto, stanno andando troppo veloci e il gruppo che si forma dietro mi fagocita creando difficolta nel passo e nelle traiettorie, mi svincolo e torno davanti.
Passano i km molto velocemente e all'ingresso di Marghera vengo raggiunto da mio fratello che mi accompagnera per un tratto del percorso; sta davanti a me e mi da il passo ma io mi devo concentrare sul mio ritmo; avvolte mi parla mi da dei consigli ma io sono concentrato sulla mia corsa. Il passaggio dai ristori e piu semplice, mi passa l'acqua quando ne ho bisogno e anche questo contribuisce a rende l'apporto idrico costante.
Si incontrano amici nel percorso che ti incitano, emozionante. Si arriva a Mestre e anche qui la folla e tantissima, ti carica, ti incita, vedo Michele, con il suo sorriso e lo chiamo io prima che lui mi veda...sono felice e sono ancora calmo; il passo e ancora perfettamente costante e anche il cuore rimane alla frequenza desiderata.
All'uscita di Piazza Barche mio fratello mi saluta e sento che ora sono tornato solo, mi spavento ma devo continuare a stare calmo, proseguo e faccio un controllo sentendo che sto bene, tutto e nella normalita, sia il passo che la frequenza cardiaca.
Alla fine del viale che ci condurra al parco di S.Giuliano inizieranno i punti critici che ho fissato nel mio programma, non ci saranno piu dei controlli kilometrici ma punti fissi, sul cavalcavia di ingresso al parco, la collinetta di uscita dal parco, il cavalcavia di ingresso al ponte della liberta, la fine del ponte.
Passo il primo cavalcavia e non mi accorgo nemmeno di averlo fatto, sono contento e scompare la paura; il parco e gremito di gente che fa il tifo...e bellissimo.
Purtroppo non riesco a godermi completamente questa parte della gara ma voglio rimanere concentrato, stabile e sereno. Avro altre occasioni per rifarmi e godermi il bagno di folla.
Arrivo sopra alla collinetta del parco e faccio un altro controllo, continuo a stare bene il passo e regolare e il cuore stabile; vedo che molti atleti entrano in sofferenza rallentano e si fermano; conosco questa sensazione e siamo gia oltre i 30km, non e facile.
Esco dal parco e inizia il cavalcavia di ingresso al ponte, incontro Michele che cammina in salita ...provo ad incitarlo e lui riprendere a correre, mi affianca e spero di concludere con lui la gara, purtroppo si allontana subito e gli passo uno dei miei integratori sperando che riprenda le forze ma mi rendo conto che non ne ha molte; lo chiamo ancora ma devo lasciarlo ed entro nel 'terribile ponte. Il muro dei maratoneti!
Il vento e a tratti, pungente e teso...non riesco a coprirmi con nessuno, anzi sono io che copro un paio di ragazzi. Uno mi sta talmente vicino che mi colpisce il piede sinistro infastidendomi parecchio; sono a meta ponte e sento la fatica, e tantissima!!
Non riesco piu a tenere il mio passo e devo mollare alcuni secondi al km; il quadricipite destro mi avvisa che comincia ad essere stanco, ad ogni appoggio mi da una fitta; era previsto e so come controllarlo, ho gia provato negli allenamenti bi-giornalieri questa sensazione e regolo il passo per non essere costretto a fermarmi; non devo assolutamente camminare.
Il ponte finisce e mi aspetta l?ultimo punto di controllo sul mio stato di forma, alla fine della salita mi sento molto stanco, spossato e la testa ha preso il controllo; vuole fermarmi.
Continuo a correre e, complice la discesa, riprendo la costanza del passo anche se devo cedere almeno 20 secondi al km rispetto al passo iniziale, mi rincuora il fatto che il passo al km e di @5.10 circa, avevo paura del peggio ma adesso non riesco a tenere la rullata, le gambe non vogliono piu alzarsi?.
Il passaggio al porto e noioso, non ci sono persone, tratti di ombra e io ho bisogno del sole. C?e un ristoro e spero che il problema al quadricipite sia carenza di sali minerali, ne prendo un bicchiere ma per berlo devo camminare e mi prende il terrore perche potrei non riuscire piu a ripartire; bevo velocemente e riparto!
Il quadricipite si lamenta ma faccio finta di non sentirlo e riprendo il mio passo, avro perso al massimo 5 secondi.
Iniziano i ponti e rimango sereno, sono sfinito ma non sono in ansia, devo rimanere calmo e i ponti passano veloci, devo districarmi tra atleti che si fermano a camminare, anche questo mi crea fastidio ma sono consapevole che e la stanchezza.
L?ingresso al ponte di barche segna un momento di felicita ?sono arrivato? e questo mi e fatale, la testa sa che tra poco mi fermero perdo il controllo; il passo cede e mi trovo a percorrere l?ultimo km a @5.22 e il cuore alza la frequenza, ora si e portato a 170 battiti.
Un altro ponte e una persona stesa sulla passerella che si e sentita male, l?organizzazione ci fa passare dai gradini?azz!!
Ultimo ponte e si apre la piazza dell?arrivo con il tabellone del tempo che segna 3 ore 30 minuti e alcuni secondi (so che il real-time mi cedera circa un minuto) e che li c?e la mia famiglia, sento il loro calore e sale l?emozione e mi ritorna l?energia (dove era prima?) per accelerare gli ultimi 300 metri dove mi trovero a correre a @4.30 in maniera nervosa; fino all?arrivo con il cuore a 176 battiti.
Concludo con un tempo reale di 3 ore 29 minuti e 58 secondi!!! OBBIETTIVO RAGGIUNTO.
Mi dirigo agli spogliatoi e, dopo alcuni minuti, entra Andrea e subito dopo Michele, sono stanchi anche loro e appena il tempo di riprendere contatto con la realta e cominciamo a ridere e prenderci in giro come il solito; anche se le gambe hanno degli spasmi e contrazioni involontarie sono felice di aver ritrovato la nostra squadra.
Il tempo di cambiarci e salutarci e mi avvio all?uscita; ora voglio trovare la mia famiglia.
Quando riusciamo a riunirci, mi sento protetto, sono con loro; adesso mi riporteranno a casa.
A distanza di due giorni mi sono iscritto alla maratona di Treviso 2015; stavolta saro dalla parte giusta della transenna.