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Prosegue il mio percorso di avvicinamento alla GARA e prosegue anche il mio racconto di questa avventura, stavolta vi parlo della quinta tappa (sarebbe stata la sesta ma a causa del maltempo la gara a Tarvisio di metà maggio è stata annullata).
Arrivo a Innsbruck il pomeriggio di venerdì 2 Giugno e questa volta non sono solo ma con mia moglie che mi supporta sempre in queste avventure, senza di lei sarebbe tutto molto più difficile.
L’evento si chiama IATF e io partecipo alla K85; trovo una vera festa con un allestimento fenomenale; expo con molti sponsor famosi, merchandising e palco all’americana con maxischermo per la diretta live, uno spettacolo assicurato.
Si va al ritiro pettorale e i partecipanti alla K110 e K85 vengono inviati in un’area dedicata che mi fa capire subito l’importanza attribuita a queste due distanze. Il controllo del materiale obbligatorio è certosino, verificano anche se le scarpe hanno la tassellatura adatta.
Al briefing raccontano e proiettano sul maxischermo tutte le fasi da rispettare dal pre-partenza al post-gara; nel momento in cui si parla delle condizioni meteo previste in gara inizia a piovere. Mi prende lo sconforto. Lo speaker assicura che non è prevista pioggia ma contemporaneamente spiega cosa si deve fare in caso di temporale in montagna e vado in paranoia. Ho già vissuto questa esperienza e non voglio ripeterla.
Ritorno in albergo ma non riesco a riposare; era dal 2019 che non corro in notturna, sono emozionato ma il sentimento dominante è la paura del maltempo.
Verso le 22 ci avviamo alla partenza. Chiara mi aiuta a restare calmo e alla fine mi convinco che questa corsa la so fare e la voglio fare; alle 23:45 l’organizzazione fa un ultimo controllo se c’è tutto il materiale e si entra in griglia; si accende la frontale e alle 00:00 mani alzate e VIA!!!
La scelta dell’ultimo minuto di mettere un ulteriore strato di abbigliamento è quella giusta; la temperatura notturna è ideale e sto bene. Durante la notte si cercano altri runners a cui aggregarsi per condividere il percorso ed individuo una coppia che ha il mio passo in salita ma in discesa vanno troppo veloci, decido di lasciarli andare; li ritroverò al ristoro del cinquantesimo kilometro.
Si va avanti, kilometro su kilometro, sono le 5 del mattino e uscendo dal sottobosco mi accorgo che sta albeggiando; un’emozione unica, la foto è di rito.
Con l’arrivo del giorno la percezione cambia completamente e si prospetta una giornata calda e soleggiata. Almeno durante la notte non ha mai piovuto. Verso le 7 del mattino inizia la vera salita; un rampone di circa 1200 metri di dislivello in un’unica soluzione e abbiamo già fatto circa 50km
Mi affianco a una ragazza molto giovane e rimaniamo assieme per vari km ma non riesco a tenere per troppo tempo quel passo; controllo il Garmin e siamo a circa 800 di VAM con circa 60km sulle gambe, la lascio andare e scoprirò solo alla fine che arriverà seconda assoluta delle donne.
L’arrivo al GPM è un sollievo, sia per la fine della salita sia per l’altitudine dei 2100 mt che rende l’aria più fresca e respirabile. Ora giù in discesa ma la muscolatura delle anche è infiammata e indolenzita, accuso un dolore alla testa del femore, sono molto stanco, siamo a 11 ore di gara con quasi 70 km percorsi.
Ora la mia traccia si divide da quella dei 110 e rimango da solo per molto tempo; per fortuna il balisaggio è sempre presente e Garmin mi dice che sono sul percorso ma la stanchezza annebbia le percezioni.
Dopo 13 ore di gara inizia l’ultima salita: 500mt di dislivello che asciugano le ultime energie rimaste.
Giù in discesa e poco dopo il percorso si riunisce con quello delle distanze inferiori, mancano circa 10km e sono a oltre 14 ore; riprendo a correre con altri runners molto più freschi di me ma la sensazione è quella di essere accompagnato verso Innsbruck che vedo sempre più vicina.
Ultimo passaggio, si attraversa il ponte sul fiume Inn e sono arrivato; impiego 15h e 50’ per percorrere 92km con 4300 metri di dislivello positivo e anche negativo ????
Mi posiziono trentaquattresimo su novanta partiti e quarto dei senior; sono sfinito ma sto bene.
Mia moglie mi “recupera” subito dopo l’arrivo e posso condividere con lei la felicità di questa impresa.
Ritorno in albergo, doccia, rispondo ai messaggi della chat Generali Runners e mi addormento.
Spero che questo mio racconto vi sia piaciuto, raccontare queste esperienze mi serve per fissare i ricordi e le emozioni e spero di essere riuscito a trasmettervele.
Divagazioni
Capita mi chiedano come sia possibile fare una gara di questo tipo ma, chi è abituato alle gare su strada, tende a misurare il Trail running con il metro non adatto; l’aspetto chilometrico può portare “fuori strada” e non dare la giusta percezione.
La distanza e il dislivello non sono l’unico fattore da considerare in una corsa di Ultra Trail; se in una corsa su strada il passo/km medio la dice lunga sul valore dell’atleta nella corsa su sentiero uno dei valori da considerare è la VAM che sono i metri di dislivello positivo saliti in un’ora ma poi c’è la discesa dove la tecnicità del sentiero potrebbe non permettere una corsa spinta e alterare il passo medio; questo non significa che l’atleta non sia di valore.
Ci sono anche aspetti come il tempo meteorologico, il sonno (visto che corri anche di notte), il tipo di percorso (un sentiero collinare non è come un sentiero dolomitico), l’affaticamento dai mesi di allenamento, lo stress mentale e altre circostanze che hanno un forte impatto sulla resa finale della gara.
Per molti atleti il solo essere finisher è un obiettivo. Si tratta di uno sforzo di resistenza fisica, mentale e ambientale che deve essere allenato nel tempo con un approccio costante e incrementale alle ore di dura fatica; questo favorisce l’adattamento necessario per raggiungere il proprio obiettivo.
Scendendo nel dettaglio
La federazione ITRA ha introdotto dei parametri che cercano di omogeneizzare questi fattori con tre metriche.
ITRA Score è un punteggio che viene dato ad ogni gara basandosi su dei parametri variabili della gara, tra questi parametri non c’è la posizione in classifica.
ITRA Performances Index è un valore che prende la media delle ultime 5 gare con Score maggiore negli ultimi 36 mesi
ITRA Points sono i punti acquisiti solo per essere finisher, sono necessari per avere la facoltà di potersi iscrivere a gare di difficoltà maggiori altrimenti precluse.
Oltre ai punteggi
Ci sono le sensazioni di gara, imparare ad ascoltarsi per cercare di capire se sia possibile insistere mentre ci si avvicina alla gara stagionale o dover rallentare per eccesso di carico. Risultano fondamentali anche i dati empirici e la tecnologia offre strumenti sempre più sofisticati di raccolta e analisi delle informazioni con cui cerchiamo di darci delle risposte alle domande fondamentali:
-Com’è andata la gara?
-Come sta andando la mia preparazione?
-Sto facendo i compiti giusti per casa?
-Ho raggiunto il limite massimo a cui posso arrivare?
Io utilizzo Runalyze per monitorare i dati soprattutto in termini di volume di lavoro con un parametro che trovo molto interessante, il CTL o Chronic Training Load. Molti strumenti come Garmin o Strava forniscono questo dato ma viene chiamato con nomi diversi (Fitness), in sostanza fornisce il volume del carico di allenamento analizzando l’impulso allenante dei 42 giorni precedenti alla data presente.
Per maggiori dettagli vi consiglio questo articolo.