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Nei giorni che precedono la gara si respira l'aria di festa e questo mi piace. L'emozione si percepiva:
- "i pettorali non sono ancora disponibili!?!"
- "dove posso parcheggiare???"
- "Il tesseramento FIDAL non è a posto !?!"
- "io arrivo tardi per la foto!?" "ma dove ci troviamo per la foto?!?"
E poi c'era la gara a squadre che ha aggiunto ulteriore adrenalina… come se già non ce ne fosse abbastanza.
Sono nate così, piacevoli e inaspettate intese per far vincere la propria squadra. Ma come? All'ultima riunione vi siete mandati a quel paese; adesso siete amici per la pelle. Concordo: bello correre; ma in compagnia di più!
Siamo in 33. Per la foto di rito, c'erano quasi tutti. Però se mi chiedessero chi hai visto, ne citerei solo pochi.
Per fortuna ci sono le foto. Con queste emozioni, perdo la visione perimetrale. Vedo e capisco poco.
Di una cosa però sono certo: c'erano sorrisi ovunque.
Qua bisogna partire e basta.
Faccio un po' di riscaldamento, piano, mi raccomando, ho sempre il timore di spendere "benzina" inutilmente. Faccio qualche allungo più per emulazione di quelli forti che per vera convinzione dell'utilità dell'esercizio. Frastornato dall'emozione, mi ritrovo in gabbia alla partenza. Sono un po' troppo davanti nella griglia. Ho il timore reverenziale per quelli più veloci di me. No! Non è questo il mio posto, io dovrei stare un po' più indietro. Invece avanzo in griglia; ho la fortuna di condividere alcune delle mie avventure sportive con un "angelo custode" in carne(poca) e ossa … avanziamo ancora. Sono praticamente davanti, qualche battuta per sciogliere la tensione, alcune sono abbastanza scontate , ma aiutano anche quelle.
Non ho obiettivi, anzi uno sì: godermi questa passerella sportiva tra le meraviglie della Riviera del Brenta, correndo leggero, senza forzare mai. Mi ripeto questo mantra ancora una volta perché non voglio farmi trascinare dalla foga iniziale.
Il mantra non è servito, mi faccio prendere dalla foga iniziale (come al solito). Sono con i pacer, ma dopo un paio di chilometri c'è troppa gente che sgomita per seguirli. Sono infastidito da questa frenesia, per fortuna la strada è larga e mi defilo per evitare la calca a ridosso dei pacer, peccato potevano essere un buon riferimento.
Ascolto fiato, gambe e piedi per vedere se sto esagerando. Tutto gira serenamente. L'andatura potrebbe essere un po' troppo sostenuta per mantenerla fino alla fine ma sto bene; tanto vale lasciare girare le gambe finché girano senza guardare quanto manca alla fine.
Verso metà gara riconosco Igor un mio amico d'infanzia. L'ultima volta ci siamo visti più di 20 anni fa. L'andatura è ancora sostenuta, ma se riesco a chiacchierare è un buon segno. Dopo qualche chilometro decide di rallentare, ci vediamo poi al ristoro.
Arrivo al 16° km adesso comincio ad accusare la stanchezza. Per un po' ho assaporato l'idea di ritoccare il mio personale. Non faccio in tempo a "tirare i remi in barca" per la resa quando scorgo Loris. In cuor mio lo so che se dovessi raggiungerlo non sarebbe per merito mio, ma solo perché lui non è al top. Nei momenti di crisi un pensiero positivo - cioè essere in grado di raggiungerlo - è un tocca sana per riprendere il ritmo. Vedo che guadagno terreno l'idea mi da forza. Inutile continuare a pensare che sono veloce io. E' palese che sta rallentando lui. Con l'ultimo sforzo per raggiungerlo finisco la benzina. Non ne ho più e sono al 18°, cerco l'incitamento delle persone a bordo strada per farmi spingere fino al traguardo.
Sono contento è stata proprio una bella corsa ricca di emozioni. Adesso posso tagliare il traguardo con il sorriso in faccia!
Siamo proprio un bel gruppo. Lo spirito di tutti, la proattività di molti e la passione per questa attività ha creato una chimica che si manifesta in sorrisi sparsi ovunque. E' un onore e una gioia farne parte. Ecco i nostri campioni di questa puntata. Ognuno con il proprio traguardo che i freddi numeri di questa tabella non possono descrivere.