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Doppia W

Dettagli
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Si chiama così perché il profilo altimetrico è una doppia W, tre salite impegnative da fare tutte d’un fiato per coprire i 4.400 metri di dislivello previsti; salite lunghe senza respiro e altrettante discese che andranno a sollecitare le gambe in modo impegnativo.

Prima della gara
Siamo sempre io e Marco, partiamo il venerdì dopo pranzo per dirigerci in Valtellina con tutto il necessario per dormire fuori due notti e fare una bella gara di ultra trail.
Arriviamo a Villa di Tirano nel tardo pomeriggio e vediamo che l’area di consegna pettorali e la palestra dove dormiremo sono molto vicine, la logistica è facile.
Il tempo di posizionare le brande in palestra, sistemare il materiale per la gara e andiamo a cena alla festa paesana allestita in prossimità dell’area sportiva.
Si va a dormire presto perché la sveglia è alle 2:30. Durante la notte veniamo svegliati più volte da una bufera di pioggia e vento ma il meteo per la gara sarà bello.

Il giorno della gara
Mi sveglio alle 2 poco prima della sveglia, non ho dormito nulla e sono già stanco.
Si sale nel bus navetta alle 3:30 per arrivare a Lovero in pochi minuti. Ci radunano in una tenda dove la colazione è offerta dall’organizzazione; consegna GPS, briefing e alle 5:00 in punto

VIA!!!!

Prima salita e discesa.
Partenza lenta, quasi fiacca e dopo pochi metri subito in salita; in 9km dobbiamo coprire un dislivello di 1400 metri. Salgo con il ritmo dettato dalla fila di atleti. A poco più di 3km dalla partenza un boato e quelli più sopra iniziano a gridare “attenzione”, in pochi secondi sento questo forte rumore avvicinarsi e mi aspetto una frana; dal cespuglio davanti a me esce invece a tutta velocità un cervo che devia di lato e centra in pieno due atleti proprio vicini a me; si rialza e scatta giù nuovamente in discesa come se nulla fosse. Anche I due ragazzi si alzano: è tutto ok; non si è fatto male nessuno e si riparte.
Durante la salita il panorama è fantastico e merita delle piccole soste per essere ammirato e fotografato.
Fatica, tanta, sonno… mi gira la testa e non sono concentrato.
Arrivo in cima in 2h e 40 con il cancello orario a 3 ore.
Piccola sosta al ristoro e scendo su un sentiero facilissimo con una corsa controllata e mai in spinta anche se il sentiero lo avrebbe permesso. La fine della discesa ci porta a coprire circa una ventina di km e ora il sentiero è pianeggiante per 1km circa prima di iniziare la…

Seconda salita e discesa.
Si riparte con un blocco di 2km circa con 400mt di dislivello, pendenza media del 24%.
Ogni tanto mi fermo per prendere fiato e posso ammirare la vallata, la giornata è raggiante, il sole splende e riscalda molto, si sente subito che sarà una giornata impegnativa. I sentieri sono difficili, lastre di granito a creare gradoni su cui devi salire di forza affaticando i quadricipiti. Passaggi su sentieri di pietre barcollanti che non permettono un appoggio sicuro del piede.
Inizia il secondo blocco di 6km per un dislivello di 700mt per arrivare in cima alla seconda punta della W, fino ad ora abbiamo coperto una distanza di circa 30km

L’organizzazione è una macchina formidabile, i ristori sono frequenti e la varietà di alimenti presenti riesce ad agevolare qualsiasi atleta; anguria, melone, dolce e salato di vario tipo e caramelle gommose che ultimamente vanno molto di moda in questo sport di resistenza.
Non è pertanto necessario utilizzare le barrette energetiche personali.  
Si mangia, si riprende fiato, si ricaricano le borracce e si riparte per rimanere in quota per continui saliscendi.
A un ristoro vedo che un volontario ha appena aperto una radler, gli chiedo se posso prenderne un sorso; acconsente e sento che è come bere un elisir, che sport fantastico 😊.
Un ragazzotto giovane mi chiede quanta strada abbiamo percorso, non ha strumenti elettronici al polso e vedo che in 33km abbiamo già fatto 3400 mt di dislivello, disumano.
La bufera notturna ha trasformato timidi ruscelli in torrenti impetuosi che siamo costretti ad attraversare inzuppando scarpe e calzini; camminare bagnati ha un rischio di vesciche elevato. Il saliscendi continua fino al 40km circa dove troveremo il base vita e la mia borsa del cambio; sostituisco maglietta, calzini e mi alleggerisco lasciando il materiale per il freddo e riprendo un poca di forza con un piatto di pasta ma sono decisamente provato, ho sudato tantissimo e sono in piena crisi; crisi che era iniziata tempo prima ma di cui non avevo riconosciuto i sintomi.
In questo frangente sorgono i pensieri più nefasti… ‘devo ritirami’ – ‘non sono all’altezza per fare la TDS di agosto’ – ‘questa è l’ultima gara del 2024’, la testa ha ceduto e spero solo di trovare l’energia per arrivare al prossimo ristoro e poi vediamo.
Inizia la seconda discesa che ci porterà al lago di Poschiavo, in Svizzera, attraverso un sentiero che riesco a malapena a corricchiare e che, in buona parte, scendo camminando. Si percorre quasi tutto il lago su una strada pianeggiante che mette a dura prova la mobilità del bacino.
Arrivo al ristoro, mangio una montagna di anguria e decido di ripartire. Sono a oltre 50km non posso ritirami adesso, in qualche modo farò...

In questa parte della gara, ma in momenti che ora non riesco a collocare nel percorso, attraversiamo borghetti e abitazioni dove si celebra all’aperto la bellissima giornata in famiglia o con gli amici, ascoltando musica, prendendo il sole e preparando le grigliate per il pranzo. Noi possiamo solo assaporare il tifo e l’incitamento che ci viene rivolto. Approfitto di ogni fontana per bagnare la testa e lavare il viso dal sudore.

Terza salita e discesa
Subito dopo Miralago si riparte in salita ma questa volta è una mulattiera con pendenza facile e costante, è un tratto di circa 6km con un dislivello di 700mt.
La crisi non accenna a passare e non riesco a salire come vorrei. Sono costretto a fermarmi a riposare, trovo un angolo all’ombra e mi siedo sul sentiero, aspetto.
È da parecchio che sono solo ma dopo qualche minuto mi raggiunge un ragazzo e decido di ripartire con lui, anche solo per la compagnia.
Riusciamo a scollinare e inizia la discesa che ci condurrà al ristoro del 64km, manca poco.
Qui c’è un ragazzo che ha le convulsioni e lo porteranno all’arrivo con i sistemi di soccorso.
Ripartiamo e dopo pochi metri sento che sto male, mi fermo e vomito. Mi rialzo per ripartire e mi fermo subito per il secondo round. Mi alzo di nuovo e sento che sono lucido, la testa è tornata ok, adesso sto bene.
Ricomincio a correre per quello che il mio fisico ormai provato riesce a sostenermi ma è quel che basta per riuscire a portarmi all’arrivo ed essere incluso tra i finisher.
Oggi sono arrivato vicino al fondo della classifica con un tempo di 14 ore e 50 minuti; in una giornata come questa sono fortunato ad essere riuscito a finire la gara.

Dopo la gara
Raggiungo Marco che è arrivato in 12 ore e 39 minuti, la differenza tra i nostri due tempi è abissale. Sono davvero contento per lui. Mi racconta che è stato bene e si è goduto la giornata: dopo l’esperienza nefasta del Garda ci voleva.
Faccio la doccia (fredda) e andiamo a cena dove possiamo usufruire di nuovo dei benefici dell’organizzazione per scegliere quello che vogliamo dal menù della festa del paese; peccato che io non riesco a mangiare nulla. L’unica cosa a cui non rinuncio è una buona birra fresca.
Rientrando in palestra trovo alla tenda della CRI il ragazzo che stava male all’ultimo ristoro, ha recuperato e il suo rammarico è di non aver concluso la gara; per fortuna ci sono le persone dell’organizzazione che sanno prendere le decisioni giuste quando noi non siamo in grado di farlo.
Alle 21:30 siamo già in branda alla ricerca di un poco di sollievo fisico; ci hanno concesso di utilizzare la palestra anche per la seconda notte. Dettagli che non sono passati inosservati, noi atleti eravamo al centro dell’attenzione e hanno fatto tutto quello che potevano per agevolarci nella parte logistica. Il mio giudizio personale è ECCELLENTE.
Durante la notte la sete e la fame mi hanno svegliato spesso; ho bevuto tutto quello avevo, circa 3 litri di bevande varie.

Alle 6 del giorno dopo siamo già svegli e si riparte per tornare a casa. Piove e la temperatura è scesa a 12 gradi, ci rendiamo conto che la giornata di ieri è stata solo una breve pausa nel maltempo del fine settimana ma che ci ha permesso di vivere una nuova esperienza di trail running in aggiunta al percorso di preparazione 2024.

Un fine settimana pieno di soddisfazioni ma anche con fatica e sofferenza che spesso non traspaiono dai percorsi e dalle foto pubblicati sui social sportivi.

 

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